SPIDER-MAN FAR FROM HOME: recensione


Spider-Man Far From Home inizia esattamente dopo i fatti narrati in Avengers Endgame: i sopravvissuti allo schiocco di dita di Thanos hanno fatto un salto temporale in avanti di 5 anni senza essere invecchiati. Mentre il modo piange la scomparsa degli Avengers, Peter Parker (Tom Holland) ha smesso i panni del supereroe per vivere la sua normale vita da liceale. Infatti, insieme alla sua classe, sta per partire per una gita in Europa dove ha deciso di dichiarare il suo amore a M.J. (Zendaya). In un albergo a Venezia, però, Peter riceve la visita di Nick Fury (Samuel L. Jackson), che gli chiede aiuto per sconfiggere Mysterio (Jake Gyllenhaal).
Prima ancora di essere un film suoi supereroi, per tutta la prima parte, Spider-Man Far From Home assomiglia a uno di quei teen movie ambientati nei licei: le gag tra i personaggi, il protagonista troppo imbranato per dichiarasi alla ragazza che gli piace e tante cose simili. Nella seconda parte, però, diventa a tutti gli effetti il classico film della Marvel grazie alle varie battaglie, esplosioni, sequenze spettacolari ed annessi e connessi.
Sicuramente questo è uno dei migliori film del Marvel Universe, lontano anni luce dal flop di The Amazing Spider-Man. E' divertente, bello e le due ore di durata passano velocemente. Occhio soprattutto alle due scene post titoli di coda: la prima annuncia il sequel del film, mentre la seconda può dare un'idea su un futuro film sugli Avengers.


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